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GUIDA
ALLA DISINFESTAZIONE
(Linee guida nel controllo degli agenti infestanti)
INSETTI VOLANTI
SPECIE MENZIONATE
Certamente il metodo di classificazione (il criterio tassonomico,
per gli accademici) è discutibile e al limite dell'ortodossia
scientifica, ma sicuramente pratico anche se le specie
che andremo ad approfondire, mosche e zanzare, ci pongono
subito di fronte ad una contraddizione: la forma larvale
di queste specie non volano affatto, ma è innegabile
che in ognuno di noi, anche il più accanito entomologo,
quando sente parlare di ditteri, si affaccia alla mente
un'entità volante. Questo però non ci farà
trascurare anche gli aspetti tecnici di questo fondamentale
tipo di lotta.
Inoltre, è innegabile che i lepidotteri (farfalle)
sono anch'essi, nella forma adulta, insetti volanti e
saranno trattati nel raggruppamento degli insetti delle
derrate alimentari. Tutto ciò è fatto in
nome della praticità, con la finalità di
rendere "operativa" la consultazione del trattato.
MOSCHE
Per mantenerci fedeli al principio di semplicità
classificheremo questi insetti raggruppandoli per habitat
di elezione (vedi tab. 1).
CICLO
BIOLOGICO
Uova Tempo di schiusa: da 2 a mezza giornata in funzione
della temperatura
Sviluppo larvale (due mute): da 20 a 4 giorni
Tempo di "sfarfallamento": da 20 a 4 giorni
Dallo sfarfallamento all'accoppiamento passano da 1 a
2 giorni
circa. Dall'accoppiamento all'ovodeposizione trascorrono
mediamente 3 giorni (min. 2 - max 9, sempre in funzione
della temperatura).
La femmina depone le uova in gruppi di 100-200 per volta
(circa 1.000-2.000 uova nell'arco della sua vita). Il
potenziale biologico è enorme, ma la sopravvivenza
è mediamente dell'1%. Il numero di generazioni
nell'arco dell'anno è di 10-15. Lo svernamento
può avvenire in ogni stadio larvale.
ETOLOGIA
Le mosche allo stadio adulto possono cibarsi di alimenti
liquidi; possono altresì liquefare sostanze solide
(zuccheri) attraverso il rigurgito della saliva.
Allo stadio larvale si cibano di sostanze organiche, per
lo più in fase di fermentazione.
In genere gli adulti non si spostano molto dall'area da
cui sono sfarfallati, ma non sono rare migrazioni di più
ampio respiro allorquando avvengono per trasporto passivo
(soprattutto su treni e/o aerei). In genere la M. domestica
si ritrova all'interno delle strutture durante le ore
fredde, mentre si sposta all'esterno nelle ore più
calde.

SCHEMA
DI LOTTA (riferimento Mosca domestica)
In primo luogo è necessario chiarirsi bene gli
habitat ove è più significativo intervenire
(vedi tab. seguente).
PROTOCOLLI DI INTERVENTO ADULTI
LOTTA RESIDUALE
Scegliere le superfici da trattare e valutarne
l'estensione
Preparare le superfici (facoltativo)
.. spolverare
.. lavare per irrorazione
Preparare con attenzione la soluzione/sospensione
d'uso.
N.B.: è importante verificare lo stato d' efficienza
delle attrezzature prima dell intervento
Operazioni complementari (facoltative) - aggiungere
alla soluzione: zucchero, melassa, latte in ragione dell'1%.
Lo scopo è quello di aumentare nella fase
iniziale la frequentazione delle superfici trattate da
parte delle mosche, soprattutto se si trattano parzialmente
(a strisce) oppure se si impiegano superfici di richiamo,
quali fogli di plastica (in particolare quando l'intervento
avviene in locali vetusti, con pareti fatiscenti, sporche
e molto assorbenti).
Norme di sicurezza
Avere cura di ottemperare alle avvertenze riportate in
etichetta, con particolare attenzione per quanto riguarda
le sostanze alimentari e la presenza di persone o animali.
Controllare il proprio corredo: maschere, filtri, abbigliamento
Effettuare con cura il trattamento rispettando
i dosaggi unitari
Attendere che le superfici asciughino prima di
"riattivare" i locali, magari con arieggiamento
preliminare.
Valutazione obiettiva dei risultati.
LOTTA RESIDUALE DI INGESTIONE
Posizionare con attenzione i punti di avvelenamento rispettando
le indicazioni riportate in etichetta.
TRAPPOLE
A collante vischioso
Ad attrattivo alimentare o a feromone.
Questa tecnica si presta bene al monitoraggio.
LOTTA ABBATTENTE
Tecnica da usare solo se non è possibile farne
a meno: in presenza di infestazioni di particolare gravità,
in occasione di eventi epidemici in cui le mosche siano
un importante anello della catena epidemiologica, limitatamente
ad aree "a rischio" di massima frequentazione
muscina (zone rifiuti, concimaie, ecc.). Rispettare scrupolosamente
i dosaggi privilegiando i prodotti a rapida degradazione
e a profilo tossicologico "favorevole".

LARVE
LOTTA RESIDUALE DI CONTATTO
Fatte salve le indicazioni generali del punto 1. avere
cura di bagnare bene, in modo da far penetrare il liquido
nell'area di riproduzione larvale e attenersi ad un calendario
dei trattamenti coerente con la gestione del letame o
dei rifiuti.
N.B. = CERTIFICARE I TRATTAMENTI SU APPOSITO MODULO,
AGENDA O DIARIO DEI LAVORI, PENA LA VANIFICAZIONE DEI
LAVORI SVOLTI
CALENDARIO DEI TRATTAMENTI
Abbiamo indagato sul come intervenire, sul dove intervenire,
ora vediamo quando intervenire e concluderemo sul perché
intervenire (anche se a questo punto è ormai un
dato ovvio).
Un concetto, mai abbastanza approfondito, è quello
della necessità di integrare le varie parti del
mosaico affinché il tutto rappresenti, in modo
compiuto, l'intero disegno nulla trascurando: i prodotti
giusti, applicati in modo corretto, nei luoghi dove è
necessaria l'applicazione, rispettando con un adeguato
calendario d'intervento il ciclo biologico
della specie bersaglio ed il relativo susseguirsi delle
generazioni nell'arco dell'anno.
Il tutto, con scrupolosa attenzione nei riguardi della
nostra e altrui sicurezza (vedi tab.).
PERCHÈ INTERVENIRE? ASPETTI ECONOMICI
Non a caso il termine BEELZEBUB (dall'ebraico Ba al zebub
= signore delle mosche) ha assunto nel Nuovo Testamento
il significato di diavolo. Le mosche sono un vero e proprio
flagello: la loro presenza è sinonimo di sporcizia
e rappresentano un rischio sanitario umano e veterinario
ed igienico industriale e zootecnico non trascurabile
(lo vedremo in dettaglio nella tabella dedicata alle malattie
veicolate dalle mosche). Inoltre, la loro presenza costituisce
un fattore non trascurabile di depressione della produttività
di qualsiasi allevamento, ma anche nel contesto turistico
e dello sport (equestre in particolare) le mosche sono
indice di
una cattiva immagine e di possibili incidenti. Va aggiunto
che un corretto programma di lotta alle mosche deve essere
attuato con l'intendimento di raggiungere concreti risultati
al di sotto dei quali è inutile parlare di costo/beneficio.
Infatti, per i cultori della matematica, ma non solo per
loro, se il beneficio tende a zero il rapporto tende all'infinito:
in termini pratici il denaro viene gettato in interventi
alibistici, privi di logica economica.
ZANZARE
Con il termine "zanzare", che già nella
pronuncia ricorda il ronzare di questi fastidiosi insetti,
sono indicate numerose specie di insetti per lo più
pungenti che gli specialisti chiamano "culicidi".
E' indubbio che le zanzare costituiscono un grande pericolo
per l'uomo in quanto sono il vettore della malaria, malattia
che in alcune parti del mondo rappresenta un pericolo
mortale tanto da far lanciare appelli su appelli all'Organizzazione
Mondiale della Sanità (O.M.S.) sui pericoli del
contagio soprattutto per il fatto che gli interventi terapeutici
sembrano perdere sempre più la loro efficacia per
la resistenza che i vari plasmodi vanno acquisendo.
L'Italia ha eradicato questa malattia negli anni appena
successivi alla seconda guerra mondiale, ma attualmente
sorgono dubbi sul rischio di reintroduzione dovuti al
turismo esotico e ai lavoratori in missioni estere nelle
aree a rischio. Specie menzionate.
IMPORTANTE
Numerose città del Nord e Centro Italia sono colonizzate
dalla specie originaria del Sud-Est asiatico: Aedes albopictus,
nota anche con il suggestivo nome di "zanzara tigre"
per gli anelli chiari della sua livrea. Nelle aree d'origine
è vettrice di pericolose patologie improbabili
nelle nostre latitudini; resta però un esempio
eclatante della possibilità di colonizzazione dei
nostri territori di specie esotiche e la necessaria attenzione
che dovrebbe essere posta al problema. Esempi similari
di notevole portata sono l'affrancarsi della Tingide del
platano, ormai una epidemia diffusa in tutte le alberature
cittadine. I nostri platani ormai sono di un verde clorotico,
indice di uno stato di sofferenza consolidato.
La rapida espansione dell'Ifantria americana nella pianura
padana ci appare nella sua drammatica realtà soprattutto
nei mesi estivi, ove numerose specie arboree e arbustacee
mostrano apparati fogliari devastati dalle mandibole delle
larve di questo lepidottero introdotto in Europa dalle
truppe alleate nord-americane.
Nei prossimi capitoli ci limiteremo alla lotta urbana
nei confronti del gruppo Culex pipiens in quanto rappresenta
più dell'80% del problema.
Ciò non deve farci dimenticare l'importanza di
identificare anche le altre specie anche dal punto di
vista quantitativo e "topografico" affinché
il programma di lotta sia veramente mirato, adeguato,
e quindi efficace.

LOTTA
ALLA ZANZARA DI CITTA'
CICLO BIOLOGICO
Dal momento della ovodeposizione allo "sfarfallamento"
della zanzara adulta passano mediamente due settimane.
La variabilità è soprattutto in funzione
della temperatura.
Ciò va riferito al "gruppo" Culex pipiens
in quanto in alcune specie di Aedes l'uovo, in quanto
tale, può rimanere quiescente anche alcuni mesi,
in genere tutto il periodo autunnale e invernale. In dettaglio
possiamo indicare che l'uovo nella specie di riferimento
(C. pipiens) schiude dopo due/tre giorni dall'ovodeposizione.
La giovane larva passa dallo stadio L1 allo stadio L4
con tre mute, ogni fase dura da due a tre giorni, un'ulteriore
muta porta la nostra zanzara allo stadio di pupa (mobile)
che dopo quarantotto ore dà origine all'adulto
volante il quale, dopo alcuni giorni, effettua l'accoppiamento.
Successivamente, il ciclo così come esemplificato
ricomincia ripetendosi nell'arco dell'anno una dozzina
di volte, ovviamente in relazione all'andamento climatico.
Gli adulti vivono alcune settimane, fatta eccezione per
gli adulti che vanno incontro all'inverno ai quali è
delegato il compito di sopravvivere ai rigori della fredda
stagione rifugiandosi negli scantinati, nella rete fognante,
nei luoghi riparati, non troppo freddi.

ETOLOGIA
Si ricorda che la zanzara pungete è la femmina
la quale deve fare il cosiddetto "pasto di sangue"
per approvvigionarsi di alcuni aminoacidi che non è
in grado di metabolizzare e che le sono indispensabili
per portare a termine la maturazione dell'embrione.
I maschi si nutrono di liquidi zuccherini di origine vegetale
e si riuniscono in gran numero, in
occasione dei voli nuziali.
Le larve invece si nutrono di materiale organico in sospensione
nell'acqua, alghe e microrganismi.

SCHEMA
DI LOTTA (riferimento al gruppo Culex pipiens)
Anche in questo caso è bene identificare gli habitat
ove è più efficace l'intervenire (vedi tab.).

PROTOCOLLI
DI INTERVENTO
ADULTI SVERNANTI
LOTTA RESIDUALE-ABBATTENTE
identificare le aree e le nicchie da trattare.
preparare con attenzione le soluzioni d'uso.
*la scelta del prodotto può essere rivolta
verso un'azione abbattente nel caso si renda necessario
non avere residui attivi, in genere una certa azione residuale
è però auspicabile.
verificare le attrezzature e regolarle in modo
da ottenere il tipo di erogazione e la portata necessaria
per rispettare i dosaggi.
norme di sicurezza, attenersi alle indicazioni
riportate in etichetta (norma generale).
controllare il proprio corredo.
stimare i risultati e verificare i risultati nella
stagione calda.
ADULTI ATTIVI
LOTTA ABBATTENTE (RESIDUALE)
Tecnica da usare solo in caso di reale necessità:
in genere si attua in concomitanza di manifestazioni e
feste tenute all'aperto nei mesi caldi; in luoghi di aggregazione
sociale; in luoghi di ristorazione come anguriere, trattorie,
ristoranti ecc.
Vengono utilizzati atomizzatori a medio, basso volume
con dosaggi calibrati, i minimi possibili.
Si adottano prodotti a destino ambientale breve eccezion
fatta ai trattamenti sulla vegetazione spontanea o addirittura
infestante o ornamentale in cui una azione residuale risulta
di indubbia maggior efficacia.
LOTTA LARVICIDA
È indubbiamente la tecnica da preferire in quanto
colpisce l'entità infestante all'origine, una
forma di intervento preventivo.
I risultati si ottengono solo se è possibile intervenire
su una percentuale di focolai di
riproduzione significativa.
La scelta dei prodotti deve tener conto del grado di inquinamento
dell'acqua in cui si intende
agire.
N.B. LA LOTTA ALLE ZANZARE DEVE SVOLGERSI CON PRECISI
RIFERIMENTI CARTOGRAFICI E CON ATTENTA, PRECISA E TEMPESTIVA
ELABORAZIONE DEL LAVORO SVOLTO

CALENDARIO
DEI LAVORI
Ripeteremo i concetti chiave in più di un'occasione
in quanto, anche se ovvi sono sovente trascurati. Ad esempio,
la lotta agli adulti svernanti è spesso non realizzata,
così come la fase progettuale e di monitoraggio.
Orbene, dopo avere visto come e dove intervenire è
bene occuparci di quando intervenire: un'attenta pianificazione
rappresenta uno dei punti fondamentali per ottenere buoni
risultati in una logica di economia di esercizio (vedi
tab.).
PERCHÉ INTERVENIRE? ASPETTI ECONOMICI.
La lotta alle zanzare il più delle volte è
effettuata per la molestia che queste "siringhe volanti"
procurano; non va però dimenticato l'aspetto sanitario
che la puntura delle zanzare comporta. Al di là
della malaria, la zanzara può veicolare altre forme
morbose, anche virali, per gli esseri umani e per gli
animali: basti pensare alla filariosi del cane.
Non entriamo nel dettaglio in questo capitolo per non
correre il rischio di enfatizzare aspetti che i medici
ben conoscono e che per i non addetti possono rappresentare
una sorta di terrorismo scientifico. Per gli aspetti economici
è fondamentale, allorquando si realizza una lotta
alle zanzare su territori di una certa estensione, inquadrare
tale lotta in un programma ben studiato, meglio se formalizzato
in un progetto, con tecniche di rilevamento e gestione
dati, tali da consentire la capitalizzazione delle esperienze.
Se è vero che l'ambiente è un patrimonio
comune da salvaguardare, e nulla ci autorizza a
negarlo, è necessario intervenire in modo razionale
e possibilmente integrato con tutto quanto in tal senso
viene fatto. Solo così gli obiettivi saranno raggiunti
in modo sicuro ed economico.
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