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GUIDA
ALLA DISINFESTAZIONE
(Linee guida nel controllo degli agenti infestanti)
LE COMPETENZE PROFESSIONALI
PREDATORI E PARASSITOIDI
Non possiamo trascurare l'argomento anche se in questo
contesto ha sapore culturale, peraltro in futuro potrebbe
avere anche risvolti professionali. L'uso di predatori
e parassitoidi è conosciuto soprattutto in campo
agricolo, dove si impiegano, per la lotta biologica nella
difesa prevalentemente delle piante da frutto ed orticole.
I più conosciuti ed utilizzati sono, le coccinelle
e le crisope (predatori di afidi ed acari) ed il tricogramma
(parassitoide di uova di lepidotteri). Questi insetti
vengono allevati in modo massivo in veri e propri laboratori
industriali dove vengono organizzate le loro ottimali
condizioni di sviluppo, in funzione dei periodi di maggior
utilizzo.

LE
COMPETENZE PROFESSIONALI
Le risorse umane e le relative competenze e motivazioni
sono di fatto il nocciolo della questione. A nostro avviso
la consapevolezza dell'importanza igienica dei servizi
di disinfestazione dovrebbe rappresentare lo stimolo professionale
di partenza. E' doveroso in questo contesto fare un accenno
all'Integrated Pest Management come la realizzazione di
un sistema di lotta integrata in cui interagiscono anche
visioni gestionali di più ampio respiro.
Come nella Qualità, anche in questi nuovi approcci
professionali, l'importante è crederci, non come
atto di fede, ma come un razionale e dovuto tributo alle
nuove necessità produttive.
INFORMARE/FORMARE
ED ADDESTRARE
Abbiamo in questo contesto utilizzato la terminologia
che il legislatore adotta nell'ambito della sicurezza
in quanto la professionalità di un "disinfestatore"
deve comprendere in maniera inscindibile sia la competenza
tecnica che le relative norme di sicurezza intesa in senso
lato: la propria, l'altrui, senza dimenticare l'ambiente.
Per tornare al profilo professionale del disinfestatore
possiamo sottolineare la necessità di conoscere
le caratteristiche tecniche dei prodotti che utilizza,
delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuali.
Deve inoltre essere ben informato sulle tecniche applicative:
dove, come e quando operare e a ciò si aggiunge
una competenza generale dei parassiti e la tossicologia
dei principali prodotti e relativi principi attivi utilizzati.
Il profilo professionale si completa con un po' di familiarità
nel contesto dell'impiantistica, soprattutto elettrica,
e con un discreto grado di capacità nell'eseguire
piccole manutenzioni. Soprattutto deve essere nelle condizioni
di sapere quello che non deve fare e perciò dovrebbe
disporre di dettagliati protocolli operativi. Anche la
capacità di avere buoni rapporti interpersonali
è un bagaglio professionale di una certa importanza.
Certamente il mestiere del disinfestatore, o del PCO (Pest
Control
Operator) per dirla all'inglese, sconfina un po' nella
tuttologia, e ciò rappresenta l'onere e l'onore
di questa professione.
GLI ASPETTI BIO-ETOLOGICI DEI PARASSITI
Se, come consigliano i testi di strategia bellica, per
combattere meglio il proprio nemico bisogna conoscerlo
a fondo, anche nell'ambito della disinfestazione, che
per l'appunto spesso si definisce come "lotta",
si deve attuare questo concetto. Infatti la conoscenza
dell'entità infestante è basilare per poter
scegliere sia la tecnica che i mezzi più idonei
allo scopo.
Innanzitutto è necessario definire di quale/i specie
si tratta in base a molteplici indicazioni fornite dall'ambiente
in cui si è determinata l'infestazione: danni,
tracce, tane o rifugi possono aiutare, ma molto meglio
è prelevare un campionamento per effettuare l'identificazione
diretta tramite le caratteristiche morfologiche specifiche;
molto spesso occorre l'esame microscopico.
Dopo questa fase si dovranno conoscere quante più
informazioni possibili cominciando dal ciclo biologico,
anche in funzione delle condizioni ambientali (temperatura,
umidità e persino cibo possono far variare notevolmente
i tempi di sviluppo).
Queste variabili sono anche importanti per definire le
condizioni ottimali di vita e quelle limitanti. Per esempio,
per ostacolare alcuni tipi di infestazione, si può
agire variando la temperatura e/o l'umidità ambientale.
Studiare il ciclo biologico in questi termini consente
di sapere quando agire, quale stadio colpire e fornisce
gli strumenti per stabilire degli intervalli fra i trattamenti,
quando questi, come ad esempio nel caso di blatte e pulci,
non sono attivi verso rispettivamente le ooteche e le
ninfe quiescenti.
Infine, ma di grande importanza, non bisogna tralasciare
gli aspetti etologici dei parassiti: attrattività
alla luce o fotofobia sono gli aspetti più sfruttati
dal mercato, basta ricordare le trappole luminose per
insetti volanti o i formulati spray stananti per le blatte.
Ma altri aspetti del comportamento si possono dimostrare
utili ai fini di una lotta ragionata: per esempio sapere
quando sono più attivi, se sono buoni volatori,
quali preferenze alimentari hanno o che tipo di ripari
ricercano solitamente.
Conoscere è quindi il punto di partenza per ben
operare.
CONCLUSIONI
Quanto esposto voleva indicare i vari ingredienti costituenti
la "ricetta disinfestazione".
Disporre degli ingredienti è un passo avanti per
realizzare un buon servizio, ma così come nell'arte
culinaria per ottenere dei manicaretti è necessaria
l'opera di un cuoco preparato, anche nel nostro lavoro
bisogna essere professionalmente preparati.
Pur rischiando di cadere nell'ovvio ricordiamo che il
nostro lavoro di operatori ambientali richiede prudenza,
competenza e buon senso.
Concludiamo ricordando a tutti che il fatto di intervenire
in qual si voglia settore migliorandone il livello igienico,
quindi anche disinfestando, non rappresenta una spesa,
ma un lungimirante e razionale investimento.
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