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GUIDA
ALLA DISINFESTAZIONE
(Linee guida nel controllo degli agenti infestanti)
LA LOTTA
I
PIANI DI LOTTA
Attualmente i "piani di lotta" si rifanno alle
strategie dell' Integrated Pest Management (IPM) che verranno
successivamente dettagliate e devono anche integrarsi
con gli Hazard Analysis and Critical Control Point (HACCP)
ovverosia il superamento dei punti critici del processo
soggetto alla nostra opera.
Ciò premesso analizziamo i vari tipi di lotta in
una logica di enunciazione quasi didattica; l'obiettivo
è definirne i limiti e le caratteristiche.
LOTTA MIRATA
Si definisce in questo modo l' intervento che serve a
eliminare o ridurre in modo da rendere non dannoso, solo
l'organismo bersaglio, agendo quindi in maniera non indiscriminata,
ma, come la parola ricorda, mirata.
La selettività di tale metodologia applicativa
è realizzata attraverso varie tecniche, per esempio
con una distribuzione di prodotti limitatamente ai luoghi
frequentati dai parassiti bersaglio.
Oppure gli interventi vengono realizzati in quei momenti
in cui i parassiti sono presenti in massima concentrazione
mentre i "non bersaglio" non ci sono o sono
presenti in minima parte.
O ancora si utilizzano risorse tecniche in grado di consentire
solo alle entità infestanti il contatto con il
biocida, un esempio classico sono i bait-box (erogatori
di sicurezza per lesca topicida) per roditori.
Naturalmente l' uso di trappole a feromoni o di prodotti
che interferiscono con le mute (gli I.G.R. = Insect Growth
Regulator) sono i mezzi a più alta selettività
intrinseca. In questo capitolo è doveroso menzionare
i cosiddetti insetticidi biologici, derivati per la quasi
totalità dal Bacillus Thuringiensis. Trattasi più
precisamente di prodotti di origine biologica appunto,
il cui meccanismo di azione però si esplica attraverso
l'ingestione delle endotossine prodotte dal bacillo. Queste
agiscono con buona selettività inducendo dismetabolie
che
conducono a morte i lepidotteri defoliatori (B. thuringiensis
varietà thuringiensis) e le zanzare allo stadio
larvale (B.thuringiensis varietà israelensis).
LOTTA BIOLOGICA
Conosciuta soprattutto in campo agricolo da quasi un secolo,
è il baluardo degli ecologisti.
Utilizza tutti i metodi, esclusi quelli chimici, atti
ad eliminare direttamente le entità infestanti.
Sono favoriti i metodi che impiegano predatori o, meglio,
parassitoidi specifici, nonché il trappolaggio.
Non si desidera eliminare completamente l' infestante,
cosa comunque normalmente assai difficile e improbabile,
ma a ridurlo a una presenza "accettabile", sia
in termini igienici che economici. A questo scopo si definisce
una soglia di danno e si attua un monitoraggio continuo
atto a rilevare i momenti di intervento più idonei
in relazione ai mezzi biologici a disposizione.
Appaiono evidenti i potenziali vantaggi sul territorio;
in questo caso però i limiti sono l' ancora scarsa
o nulla efficacia, ma emerge anche la non applicabilità
del metodo nel contesto sanitario o nell' industria alimentare,
ove la presenza di qual si voglia insetto non può
essere tollerata.
LOTTA INTEGRATA O GUIDATA
Come per la lotta biologica, prevede la determinazione
di una soglia di danno (o di intervento) e include tra
le pratiche anche l'uso di prodotti chimici da utilizzare
solo quando la scelta è necessaria ed in modo molto
oculato, privilegiando i formulati più selettivi
e quelli che presentano profili tossicologici più
favorevoli.
La tendenza attuale è rivolta a questo tipo di
lotta, sia in campo agricolo, che in campo civile, con
il progressivo abbandono della tradizionale e ormai superata
lotta generalizzata o indiscriminata che dir si voglia.
Anche per la lotta integrata sono necessari continui monitoraggi
atti a rilevare l'andamento della presenza di entità
infestanti e regolare di conseguenza le azioni mirate
di disinfestazione. .
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